Verba volant, Scripta manent – 1

Le parole volano e si dimenticano ma la scrittura resta. Dopo il fuoco, la coltivazione della terra, il cibo cucinato, la costruzione di ripari confortevoli ecco che subentra un ulteriore esigenza di sopravvivenza: lasciare una traccia del proprio passaggio raccontando storie. Scrivere é un arte dove serve conoscere la tecnica di regole scritte e non scritte: grammatica, logica e sintassi più fantasia e creatività per rendere chiaro e comprensibile e anche avvincente tutto ciò che si racconta. Poi servono anche stile personalità e carattere da parte dello scrittore. L’italiano é una lingua viva. Prendiamo un neologismo che è entrato a far parte dell’ uso normale della scrittura come “tangentopoli”, frutto della dinamicità inarrestabile dei media. La lingua italiana é petulosa e mai statica per questo ricca di evoluzione. Il nodo centrale della comunicazione è quello di riuscire a catturare l’attenzione. Certamente il patrimonio storico regionale della lingua va salvaguardato nei dialetti anche se sono orientati alla via pensionabile, sul binario dell’ estinzione. Non si può scrivere come si parla? Su questo tema si tratta di applicare il buon senso non posso neanche parlare in maniera forbita con il lessico del medico se sto parlando di Tartufi, troppa prolissità ed eloquenza mal si sposa con le esigenze pratiche, occorre quindi che lo scrittore non perda mai aderenza con la realtà. Poi la singola espressione verbale é accompagnata dalla gestualità del corpo e per iscritto perde la sua comunicazione totalitaria. Poi parlando sono ammesse le licenze poetiche tipo “domani viene a trovarmi pinko” mentre per iscritto dovrò scrivere correttamente “domani verrà a trovarmi Pinko”. Posso anche dire “dicono che Londra è molto bella” ma devo scrivere “dicono che Londra sia molto bella”. Poi dobbiamo anche distinguere tra comunicazione e comunicazione informale, il gergo che usiamo con gli amici e i parenti. Il senso e i significati di questi siparietti cambiano a seconda di come vengono accompagnati e supportati monologhi e dialoghi. Lessere umano non può non comunicare ma certamente non si tratta di atto istintivo e volontario. Mettere una lettera dietro l’altra parlando non significa saper scrivere. Del resto un testo ben scritto deve essere coerente, interessante, esauriente, deve seguire un filo logico ordinato anche se nella finction posso partire da un flashback per ricostruire dopo gli eventi, in questo senso un testo rovesciato può essere coinvolgente. Esempio frasi 1-2-3. I giocatori si erano allenati duramente fin dalla mattina. Era una giornata calda e si faceva fatica a correre. Il debutto al mondiale fu un successo inaspettato. Ma anche la formula 3-1-2 funziona. Il debutto al mondiale fu un successo inaspettato. I giocatori si erano allenati duramente fin dalla mattina. Era una giornata calda e si faceva fatica a correre. I testi contengono le caratteristiche base di completezza anche se le formule di rappresentazione sono elastiche. Ovviamente la scrittura è subordinata al testo da scrivere, se abbiamo a che fare con un manuale tecnico dobbiamo attenerci a delle regole ben precise. Per il romanzo sono legittimi i cambi di scena, di linguaggio e anche quelli di stile. L’importante é mantenere un ritmo logico nella narrazione e saper giustificare i passaggi. Nei dialoghi poi bisogna rispettare una certa sintonia e veridicità. Quindi riassumento i requisiti stilistici del testo devono rispondere a requisiti di coerenza, attrattiva, completezza e ordine, anche se nell’ ultimo caso é importante il rispetto di una sequenza logica anche se non necessariamente cronologica. I problemi di organizzazione delle idee e di progettazione del lavoro sono tipici dello scrittore. Di che argomento vogliamo parlare?! E’ un romanzo storico? Un articolo giornalistico? Devo scrivere la pagina di un diario personale? Particolare attenzione è la scelta dell’ interlocutore per l’adeguamento del linguaggio. Un testo storico è inadatto per bambini che non possono cogliere termini specifici come egemonizzare per esempio. Però scrivendo di storia per bambini posso scrivere frasi semplicie veloci staccate dal punto, senza usare espressioni complesse, periodi subordinati e sottintesi. Una volta che abbiamo l’argomento e il pubblico siamo a metà dell’ opera. E le variazioni dello stile e dei punti di vista? Si può scrivere un libro di successo sulla foresta amazzonica? Si in tre modi diversi, con la vista dell’ antropologo e un linguaggio tecnico appropriato per descrivere le popolazioni locali, con il piglio del romanzo di avventura o con l’approccio polemico di chi vede la foresta sfruttata dalle speculazioni dell’ industria. Quindi scrivere é uno viaggi che ha un punto di partenza e uno di arrivo. Si sceglie un argomento, il tipo di interlocutore e di linguaggio e la lunghezza del testo, dopodiché si può iniziare a lavorare. Se il testo è lungo serve una scaletta per dare priorità agli argomenti con un indice che tiene conto di tutti gli argomenti da affrontare. Quindi riassumendo: argomento, lettore, linguaggio, lunghezza del testo e organizzazione del lavoro dove quest’ ultima fase può valutare diverse opzioni ad esempio per scrivere un libro di ricette: per primi e secondi piatti? Per regioni? Per tipologia di pietanze (paste, insalate, carni etc)?! A questo punto la fase iniziale di preparazione è pronta e ora bisogna formare il testo per mettere in evidenza alcune cose e raccontarne altre sottovoce. Bisogna dare connettività alle proposizioni usando con maestria la coordinazione e la subordinazione. Si lavora in base all’ importanza delle proposizioni con periodi semplici composti da soggetto e verbo come nella frase iniziale “è una giornata calda” che può diventare “è una giornata calda e tutti decidono di uscire” che si trasforma in “è una giornata calda e tutti decidono di uscire: molti vanno in montagna, alcuni vanno al mare, altri preferiscono la piscina”. La prima fase è unica di senso compiuto composta da soggetto e verbo pertando in grado di esprimere da sola il concetto. La seconda ha una principale e una coordinata, la coordinata caratterizzata da una sua vita propria perchè ha soggetto e verbo con la principale unita tramite la congiunzione e che esprime la necessità di uscire perchè fa caldo.Nella terza frase ho una principale, una coordinata e altre coordinate, in quanto collegate alla principale ma senza vincolo di subordinazione, perchè esse stese sono frasi di senso compiuto. Lavoriamo sulla frase “il ladro ha commesso il furto”, che ha un soggetto e un verbo, una semplice proposizione di senso compiuto. Adesso complichiamoci la vita con “il ladro ha confessato di aver commesso un furto” dove riscontriamo una proposizione principale e una secondaria, detta subordinata perchè esiste in quanto legata alla principale perchè di aver commesso un furto da sola non ha senso. “Il ladro ha confessato di aver commesso il furto dopo essere stato riconosciuto dal testimone”: qui abbiamo una frase principale detta reggente e due subordinate ad essa collegata. Come dice Samuel Bechett niente é più reale del nulla! Il rispetto per le regole generali viene prima di tutto ma poi oltre alla capacità di saper collegare le frasi con la giusta sintassi, servono anche fantasie e creatività in modo da tenere appeso il lettore e trascinarlo con il testo per i capelli, in modo tale che sia incollato lì esattamente dove sta.

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