I 64 percorsi della salute MTB, itinerario “e6”: da Colle di Nocera Umbra a Roveto, passando per la vecchia Flaminia e ritorno per la nuova Flaminia via Gaifana

web developer umbriaL’itinerario denominato dalla redazione di Umbriaway Consultinge6” (la nomenclatura fa riferimento a una delle sessantaquattro caselle della classica scacchiera, presa in modalità random senza un ordine prestabilito, un recipiente utile in questo caso per contenere vari itinerari possibili da effettuare in bici da Colle di Nocera Umbra come epicentro turistico) si snoda per circa sette km con tempistiche che possono variare da un minimo di trenta minuti a un massimo di un ora a seconda dell’ indole turistica del ciclista che su un percorso molto accidentato che presenta varie tipologie di manto stradale (dall’ asfalto a terreno pietroso-sabbioso tipico di strade di campagna) può metterci più o meno intensità nel superare gli ostacoli che non mancano mai comunque in ogni gita sulle due ruote. Diamo subito la bella notizia, il percorso si srotola senza particolari invocazioni celesti da mettere in atto nei confronti di salite proibitive, se escludiamo ovviamente quella che collega Gaifana a Colle Sant’Angelo nel caso che al ritorno si scelga questa opzione o comunque le insidiose varianti ascendenti di Merloni con successivo ritorno a Colle da Gaifana via Carticina. Anzi alla fine della fiera come si suol dire dopo un ora di lieve sfacchinata (i punti critici sono le salite menzionate sopra, ma comunque parliamo di punti superabili che seppure non sempre si possono fare tutti di un fiato ma inframmezzando a piccole pause per far rientrare potenziali crampi sempre in agguato nella muscolatura del ciclista poco allenato) oltre a un allenamento impegnativo che comunque i numeri in metri se li porta in cantiere, il ciclista con l’indole del turista fotografo si porta a casa anche una serie di inquadrature digitali sempre suggestive quando si parla di percorsi in bici tra viottole antiche di campagna! Ma andiamo per ordine. Partendo da Colle basso si scende sulla Flaminia principale sempre facendo attenzione al traffico e alla viabilità e si svolta a dx in direzione vocabolo Gaifana. Meglio indossare il casco e comunque fare particolare attenzione alle traiettorie strettamente a destra sulla Flaminia sempre trafficata per evitare potenziali guai sempre in agguato. Nel nostro caso abbiamo inserito una soluzione un pò altezzosa e snob sul manubrio di una bici che in teoria dovrebbe arrampicarsi fino in cima all’ Everest, ma lo specchietto dal punto di vista della manovrabilità toglie molte ansie e soprattutto non viene sradicato quando la struttura tocca buche e controbuche che fanno sobbalzare non solo il ciclista ma tutti gli amenicoli corredati sul telaio, persino parti a rischio del guidatore. Quindi dopo un km si arriva al famoso ponte che collega Gaifana a Carticina dopo la svolta a sinistra e a questo punto l’avventuriero sulle due ruote deve scegliere da che parte andare: destra o sinistra? Se percorre via Carticina sulla sx per tre lunghi km il corridore condominiale non ha nemmeno bisogno di pedalare in quanto tutto il tragitto fino al ristorante il Mulino si snoda in lieve discesa con la bici che senza intervenire sui pedali tocca velocità che vanno oltre i 30 km/h, inutile dire con quale refrigerio e sguardo maestoso nei confronti delle vedute circostanti, sempre intrise di armoniosa bellezza.

Ma tralasciamo al momento l’analisi di questa bella strada panoramica a sx (se invece viene percorsa al contrario, ossia dall’ex stabilimento Merloni, la via Carticina nel suo lungo aggrovigliarsi diventa un calvario discorcordante con una lieve progressiva salita che toglie molto al bello percepito nel percorso inverso, causa fatica fisica non indolore!) in quanto come dice il titolo abbiamo scelto di avventurarci sulla parte destra, ossia verso l’antica Flaminia. Dopo pochi metri troviamo un edificio con una scritta criptica immaginiamo con qualche significato storico (casa Natale di Adolfo Cerri?) e ci si inoltra in una bella strada fino alla famosa pizzeria locale il Parrot, dove bella strada è una espressione generosa o meglio bella rispetto a quello che verrà perchè da qui in poi per circa 2/3 Km la strada diventa tipicamente mountain bike pura, ossa con carreggiata stretta, terreno pietroso, insetti e ragnatele a ostruire il percorso, puzzette varie e assortite che è una costante quando si percorrono meandri naturalistici dove magari ci sono anche allevamenti di cavalli per esempio. Qui occorre una guida attenta e impegnativa, ma niente di proibitivo, per evitare problemi conviene persino pedalare diretamente sull’ erba centrale che fa da spartiacque alle due sponde troppo attaccate ai rovi. Dopo aver dato alcune kilo/calorie alla causa dello sport condominiale si arriva finalmente a un passaggio a livello si spera aperto e qui bisogna scegliere, perchè siamo di fronte a un trivio. A sinistra si va verso dove? Dritti si va verso il famoso Conad di Gualdo Tadino a circa 4/5 km di distanza sempre percorrendo una carreggiata impervia ma pianeggiante (così asseriscono alcune voci di corridoio esperte del territorio) mentre a destra si va verso verso Roveto. Per necessità contingenti dovute a minacce meteo di nuvole fameliche, abbiamo dovuto scegliere Roveto ripiegando a destra facendo bene attenzione di non farci investire da un treno (se il passaggio a livello è aperto ci sarà un perché). Dopo circa un km di salita lieve che non produce crampi si arriva a Roveto in prossimità della famosa via del Casone e alla strada principale Flaminia che strategicamente per il ciclista che arriva da Gaifana sta a significare “amico mio tutte le tue sofferenze con la lieve salita che hai incontrato finora sono finalmente cessate, io ti libero dai tuoi peccati, puoi anche pedalare senza espiare alla Sisifo“, ma che per il ciclista che arriva da Gualdo sta a significare anche “amico mio una lunga discesa ti attende, lascia i freni, goditi il viaggio, ammira il paesaggio senza dimenticare lo specchietto retrovisore che ti tranciano, rilassati per due/tre km“. Da qui si ritorna al punto critico del ponte e ora il ciclista è di fronte a un dilemma atavico: che fare passare da Gaifana e Colle Sant’Angelo percorrendo la salita dei dannati o scegliere di fare altri 4/5 km da via Carticina con qualche salita da invocazione di santi di cui circa tre km in discesa dove si può trovare ristoro in un venticello refrigerante? In ogni caso se si sceglie la variante A ossia Colle Sant’Angelo occorre fare attenzione nell’ attraversare la Flaminia per non farsi tranciare da intrepidi guidatori di carri armati che sfrecciano a velocità supersoniche. Il vantaggio della variante A rispetto alla B sta nella fontanella di acqua fresca che può riempire la nostra borraccia nel centro del paesino gaifanese, un momento di puro ristoro e di allietamento per l’anima e anche un solenne momento di appagamento sublime per i nostri sensi inebriati da sostanze stupefacenti liquide contro il solleone!

Insomma una volta rigenerati non è un problema affrontare la mostruosa salita di Colle Sant’Angelo (ah, ah) magari in due/tre frangenti anti-crampo (il vantaggio di essere pedalatori condominiali consiste proprio nel fatto che il ciclista non essendo un professionista e non dovendo dimostrare nulla di fronte ai record olimpionici da abbattere può tranquillamente autogestirsi in comodità secondo le risorse che ha fisicamente a disposizione; non sta scritto da nessuna parte che questa terrificante impennata di Colle Sant’Angelo debba essere fatta tutta di un fiato con il rischio di arrivare a fine salita e di essere relegati a eretici bestemmiatori con tanto di rogo purificatore). In definitiva un percorso semplice perchè poi superato l’ostacolo salita ne abbiamo solo un paio più lievi e meno impegnative anche se dispendiose e da Colle Sant’Angelo arrivare a Colle di Nocera Umbra è un attimo. A questo punto c’è anche una curiosità turistica da soddisfare, visto che in una delle foto fatta durante il percorso compare la scritta su una abitazione fatiscente “casa Natale di Adolfo Cerri“, che seppure ricorda all’ intrepido viandante sulle due ruote un famoso film di Pupi Avati che per genere è meglio non citare nel titolo, sarebbe interessante saperne di più sull’ interessato! In sintesi un percorso adatto per chi vuole soffrire poco e vuole apprezzare in serenità senza crampi alle gambe il paesaggio circostante, moscerini a parte che vanno gestiti respirando con il naso e che si fanno sentire solo per brevi tratti prima del passaggio a livello prima di svoltare verso Roveto e la via Flaminia principale. Ma del resto una strada impervia è perfetta per una MTB che deve sapersi destreggiare anche e soprattutto al di fuori di strade asfaltate sia in salita che in discesa e in condizioni estreme. Ovviamente la strada è piena di varianti e il percorso denominato “e6” va esplorato e ampliato: resta da stabilire se quella famosa strada sulla carta pianeggiante che dovrebbe portare fino al Conad di Gualdo Tadino dopo il passaggio a livello mantiene le sue promesse topografiche per esempio!

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